I SI e i NO per il trattamento della dermatite atopica

La dermatita atopica è quella fastidiosa alterazione della pelle che può presentarsi sotto forma di screpolatura, secchezza e arrossamento, dall'infanzia fino all'età adulta, con fasi alterne di miglioramenti e peggioramenti, fino ad arrivare a situazioni croniche di ispessimento cutaneo, fissurazioni e sanguinamento.

Le cause scatenanti possono essere molteplici, a volte è il risultato dell'esposizione a particolari allergeni, ma può anche essere causata da un periodo di forte stress.

Spesso chi si trova di fronte alla dermatite atopica, non sa come trattarla; oltre ad avere un consulto da un dermatologo, ci sono alcuni accorgimenti da prendere fin dai primi segnali

Di seguito una carrellata di SI e NO per il trattamento di questa fastidiosa problematica



SI
- Applicare una crema emolliente 1-2 volte al giorno
- Prediligi tessuti di cotone, che minimizzano il rischio di irritazioni
- Doccia breve e con temperatura non superiore ai 34 gradi
- Olio di borragine: arricchisci la tua crema con una capsula di olio di borragine che aumenta l'elasticità cutanea ed è emolliente e decongestionante e assumine una al giorno per aiutarti a preoteggerti dall'interno
- Cardiospermum halicacabum: in farmacia si può trovare la pomata a base di questa pianta che è un cortisone naturale da spalmare in fase acuta per sfiammare
- Olio di Jojoba e burro di karitè: preferire creme e oli contenenti questi ingredienti che risultano essere estremamente tollerati dalle pelli a tendenza atopica

NO
- Moquette da evitare e cuscini e piumini sono da preferire in fibra antiacaro
- Le fibre sintetiche per i capi a diretto contatto con la pelle sono da evitare per le possibili reazioni allergiche che possono scatenare
- Evitare detergenti che contengono tensioattivi non naturali, perchè la grande capacità schiumogena e la notevole resistenza, li porta a rimanere a lungo sulla cute, disidratandola
- Evitare di coprire troppo i bambini per limitare sudorazione e prurito
- No alle sostanze chimiche e alle profumazioni a diretto contatto con la pelle
- Evitare gli oli vegetali di germe di grano e di mandorla nel caso di ipersensibilità respiratoria alle Graminacee
- Cibi che contengono istamina o che ne favoriscono la liberazione da parte delle cellule, una sostanza prodotta dall'organismo durante l'infiammazione che da il fastidioso prurito: pomodori crudi, spinaci, fragole, banana, ananas, kiwi, anacardi, nocciole e frutta secca, cioccolato, formaggi fermentati come il gorgonzola, il pesce azzurro (aringhe, sardine, acciughe), salmone e tonno in scatole, insaccati, albume d'uovo, frutti di mare, estratto di carne.