Il segreto per risparmiare e guadagnare in salute

Nella casa in cui ho vissuto per molti anni da bambina c'era una dispensa meravigliosa, vi si accedeva dalla cucina da cui era separata con una tenda di pesante tessuto color crema e li riponevamo le provviste per l'inverno, tutto quello che la sapienza contadina portava a conservare in estate per essere utilizzato durante l'inverno quando non era possibile reperire i cibi freschi.

 In basso c'erano le patate del campo dei fratelli di mio nonno in spessi sacchi di iuta di cui ancora ricordo l'odore terroso durante le ispezioni nel sacco per vedere se le patate avessero "cicciato", se fossero cioè comparsi i germogli perchè poi non erano più buone, poi c'era il reparto legumi con i fagioli, i ceci, la cicerchia, le lenticchie dove mia nonna attingeva per la preparazione della sue fantastiche minestre, accanto c'erano le passate di pomodoro, allegramente preparate verso il finire dell'estate con tutta la famiglia riunita a far bollire chili e chili di pomodori con cui si poteva far sugo per un anno intero. 
Poi si arrivava alle farine, la mia preferita era quella di polenta gialla integrale che mi ricorda i pranzi della domenica, i sughi elaborati e la polenta latte e formaggio di mia nonna, più in alto nei primi scaffali c'erano le marmellate di albicocche, fragole, ciliegie dell'albero nell'orto, i pesti abruzzesi per il soffritto, le melanzane grigliate, le zucchine, i peperoni e le salsicce sott'olio nei barattoli di vetro trasparente usati mille volte che quando li aprivi dovevano avere un dito di olio di oliva in cima per conservarsi meglio.
Nei sacchi ruvidi si conservavano le noci e le nocciole insieme alle mele che dovevano arrivare fino a Natale per mangiarle tutti insieme per tradizione e le castagne che in questo periodo ci facevano compagnia arrosto o lesse; infine in alto sul soffitto accanto alle cipolle, le erbe essiccate e il peperoncino, c'era il regno dei prosciutti e dei salami appesi che come entravi ne sentivi l'odore.

Ricordi di bambina, profumi, sapori e colori e poi calore di una casa lontana, quella dell'infanzia in cui tutto scorreva lento, ed ogni istante durava tanto da arrivare intatto fino ad oggi.
Ancora oggi preferisco acquistare durante l'estate tanto di quello che userò in inverno, come le farine all'ingrosso al mulino, i legumi dal contadino in Abruzzo, le patate, le noci e per quanto più mi è possibile preparare a casa tutto quello che posso.
Questa parola nuova -autoproduzione- una volta non esisteva, eppure tutto era autoprodotto, tutto era sapientemente preparato dalla saggezza contadina che conserva, non spreca, risparmia, non consuma a dismisura.
Oggi più che mai, tornare indietro nel tempo, sarà ciò che ci permetterà di fare un passo in avanti, spendendo meno, evitando gli sprechi e sicuramente guadagnando in salute e ritrovando un pò di quel calore di "casa" che ci rimarrà poi nella memoria.
Torniamo insieme li, in quell'angoletto di cuore in cui tutto sembrava fatto con tanto amore.