Farmaci originali o generici? Facciamo un pò di chiarezza.

Scene di vita quotidiana in farmacia. Hai appena consegnato la tua bella ricetta al farmacista che con aria candida, ti guarda e ti chiede: "Originali o generici?". E qui, per noi farmacisti, viene il bello!

"No signorì, quelli falsi io non li voglio!",
"Mi dia quelli di marca grazie",
"Dottorè faccia un pò lei! Basta che non pago!", 
"Guardi, il mio medico mi ha detto di non farmi ingannare con la storia dei generici che tanto lo sanno tutti che non funzionano. Mi dia gli originali e finiamola qui.",
"Lei è giovane che ne può sapere, cara Dottoressa, vogliono farci ammalare con i farmaci cinesi!"
Potrei continuare per ore, ma the winner is :"Scusi Dottorè, ma com'è che questi li pago?", "Perchè lei mi ha chiesto gli originali e questi si pagano!", "AH, vabbè mi dia quegli altri allora va!".

Noi farmacisti, sulla questione originali/generici ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori ed é evidente che le notizie che arrivano al cittadino sono spesso contraddittorie e a volte comunque poco dettagliate. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza però, per evitare di entrare in confusione e di sapere cosa esattamente ci stanno chiedendo quando ci troviamo di fronte alla tanto temuta domanda "Originali o generici?".

Innanzi tutto, quali sono le differenze tra i farmaci generici o equivalenti e i farmaci originali?

Quando un'azienda scopre una determinata molecola, può brevettarla per averne l'esclusiva e per impedire dunque a chiunque altro di produrre e vendere farmaci con lo stesso principio attivo. Una volta scaduto il brevetto, che generalmente dura 20 anni e che in Italia può arrivare a durare fino a 38 anni, qualunque altra azienda, ottenuta l'autorizzazione dal Ministero della Salute, può mettere in commercio farmaci che contengono lo stesso principio attivo.

Perchè allora i farmaci originali costano di più?

Il prezzo dei farmaci originali è generalmente più alto perchè l'azienda deve coprire i costi delle ricerche e delle sperimentazioni effettuate per lo sviluppo di quella molecola e inoltre, la casa madre deve farsi anche carico della "pubblicità" fatta al nuovo farmaco, cosa di cui il farmaco generico non ha bisogno perchè in commercio già da anni.

Ma siamo sicuri che sono proprio uguali?

Per mettere in commercio un farmaco generico con lo stesso nome farmaceutico della molecola originale, i due farmaci devono essere bioequivalenti e questo, dal punto di vista farmacologico, significa che i due farmaci devono essere uguali. Inoltre la bioequivalenza viene garantita dal Ministero della Salute quando il farmaco riceve le autorizzazioni alla vendita.
Possono comunque variare gli eccipienti, delle sostante aggiunte al principio attivo che fungono da veicolo per il farmaco, ma non determinano l'effetto terapeutico.

Ricordiamo infine che il farmacista deve sempre informare il cittadino dell'esistenza del farmaco generico e quest'ultimo, dopo essersi consultato con il suo medico e aver ascoltato il parere del farmacista, potrà decidere se acquistare il farmaco originale o quello generico.